Una terra ricca di storia, cultura e sapori a due passi da Bergamo
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Indirzzo: Via degli Alpini, Chiuduno, BG, Italia
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FacileDifficoltà
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Le Terre del Vescovado

Anello 4 Vallette

LOCALITÀ DI PARTENZA: Cascina “Cirop” DISLIVELLO: dai 400 mt ai 470 mt di altitudine SEGNAVIA: Vallette TEMPO DI PERCORRENZA: 1 ora

Per questo itinerario prendiamo la strada comunale che porta sul monte di Chiuduno e dopo 1500 m, a destra imbocchiamo Via degli Alpini, l’auto si può parcheggiare nel piccolo spazio del “Crosal del Piva”.

Seguendo l’indicazione del cartello per “Cascina Cirop – Sentiero Tida e Sentiero Piantù”, prendiamo per una strada fiancheggiata da muri in pietra. Il muro di destra, più basso, forma un balcone naturale dal quale possiamo godere di una meravigliosa vista: in primo piano i bei terrazzamenti coltivati a vigneto. Volgendo lo sguardo a sinistra, verso est, la collina con il suo bosco, presenta quattro avvallamenti evidenziati da una tonalità verde scuro, sono le “Vallette”, scolatizi del Montepelato che fanno confluire le acque torrentizie a valle (Valle del Fico) nel torrente Gambone, che insieme al Tirna scorre sul territorio chiudunese. Guardando oltre le quattro vallette si scorge il crinale del Montepelato; scendendo con lo sguardo fino ai suoi piedi si trova la Cascina S. Carlo con la vicina chiesetta omonima costruita nel seicento per un atto testamentario di Fabio Locatelli. Da qui inizia la “Piana del torrente Tirna” (comunemente chiamata Valle del Fico), il corso del torrente segna il confine tra Chiuduno e Grumello. Alzando lo sguardo si staglia il profilo della collina di San Pantaleone, in territorio di Grumello del Monte; oltre si estendono le terre della Franciacorta e s’innalza solitario il Monte Orfano.

Dopo aver ammirato il suggestivo panorama, si raggiunge, attraverso una strada sterrata delimitata da muretti in pietra, la “Cascina Cirop“, posta sul versante est del Montepelato a circa 400m di altitudine; la si aggira e poi si abbandona la strada sterrata, per imboccare il sentiero che si inoltra nel bosco in direzione NORD/NORD-EST. Questo primo tratto è piuttosto difficoltoso ed impervio: è stretto, in forte pendenza, invaso da rovi ed il muretto su cui a tratti si snoda e in parte controllato, perciò si consiglia molta attenzione cautela. Appena oltre, a circa 196 passi, sì traversa la “prima Valletta” immersa nella vegetazione del bosco. Il sentiero ora si fa più ampio e gradonato naturalmente. Dopo aver percorso 230 passi, a sinistra verso monte, si scorge una piccola grotta, lì, un tempo, c’era il “Fontanì”, un’antica sorgente oggi prosciugata che forniva l’acqua alle popolazioni del Montepelato negli anni 50.

Subito dopo, una segnaletica boschiva ci indica un bivio: a sinistra, si sale per il “sentiero della Tida”, a destra si prosegue per il “sentiero del Piantù“; noi prenderemo quest’ultima direzione. Poco più avanti si ha occasione di osservare un lotto di bosco ceduo. In quest’area più ampia del sentiero è probabile che un tempo si trovassero anche delle carbonaie. Superato questo piccolo spiazzo, il nostro sentiero si biforca, si prende quello stretto di destra che scende più a valle e si inoltra in un bosco di castagni e di roveri. Proseguendo, si raggiunge la “seconda valletta” caratterizzata da grosse pietre che formano salti naturali nel suo alveo; oltrepassata, il percorso diviene più stretto e si procede dentro una “galleria”, costituita soprattutto da rovere e roverella, fino a raggiungere il rudere di un capanno abbandonato fra le sterpaglie.

Il sentiero ora prende a scendere e tra la seconda e la “terza valletta” ricompaiono esemplari di castagno, rovere, e nocciolo; nell’impluvio della terza valletta il sentiero tocca il punto più basso della nostra escursione. A monte del sentiero, al centro della valletta, una pietra a forma semicircolare modellata dall’uomo indica la presenza di un’altra sorgente, anch’essa ormai prosciugata. La forma data alla pietra serviva per facilitare la raccolta dell’acqua con il secchio. Subito dopo si riprende leggermente a salire, incrociamo la “salita della Tida”, a questo incrocio si prosegue diritti e proseguendo si attraversa la “quarta Valletta”, la più profonda (quindi di formazione più antica). Dopo averla traversata il sentiero risale e si giunge al bivio con il “Sentiero della Culma”: si svolta a sinistra e si procede in salita per questo sentiero, in direzione nord verso il “Pian dei Roccoli”;  qui ci si trova all’estremità più orientale della nostra escursione. Proseguendo, ci si può fermare, per una breve sosta, nel prato del capanno denominato “Il Roculù”. Continuando da qui, si arriva ad un altro bivio, a quota  470m d’altitudine: il punto più alto del nostro percorso.

Andando diritti per il “sentiero della Culma” si raggiunge il “Pian dei Roccoli”; a destra il “sentiero della Tida” porta a Grumello/Gandosso; A sinistra la stessa ridiscende verso la “cascina Cirop”, da dove siamo partiti. A questo punto la nostra escursione prende la via del ritorno, si devia perciò verso sinistra lungo il “Sentiero della Tida”. Il sentiero è ampio e luminoso, dopo i primi 50 passi dalla deviazione esso scende mantenendo ampiezza e luminosità, attraversa la parte alta della quarta valletta incontrata salendo. Si passa all’incrocio con la salita della Tida già incontrata sul sentiero dell’andata, ii sentiero ad un certo punto torna a stringersi e lo si deve percorrere in fila indiana e per un centinaio di metri corre su pietre affioranti, che formano un lastricato naturale. Si superano le altre vallette nella parte alta del loro alveo ed in alcuni tratti il sentiero, seppur luminoso, si fa impervio e stretto alternando lievi, ma continui saliscendi lastricati da grandi pietre di arenaria.

Arrivati presso uno spiazzo, il fianco franato del sentire a monte ci permette di osservare una sezione della stratificazione geologica del terreno collinare: rocce arenarie, calcarenitiche e abbondante polvere calcarea detta in dialetto “spolverì”. Sempre da qui, a 460m d’altezza, guardando in direzione sud-ovest si può ammirare dall’alto la Cascina Cirop, immersa nei variopinti terrazzamenti coltivati a vite;  e a sud-est, il crinale del Montepelato, che abbiamo percorso durante la nostra escursione, seguendo per un tratto il “sentiero della Culma”. Dopo aver ammirato la bellezza del panorama, si continua nella discesa e percorsi qualche centinaio di passi si vede una deviazione sulla sinistra che scende a valle, noi non prendiamo questa, ma quella subito dopo: si devia perciò a sinistra, prendendo il “sentiero della Tida” diretto a valle, verso la “prima valletta”: il primo tratto si presenta piuttosto ripido e scosceso, poco più avanti ci si immette sullo stesso sentiero preso all’andata e dopo una trentina di metri oltrepassiamo la prima valletta. Raggiunta la “Cascina Cirop”, si conclude il nostro “Anello 4 Vallette”