Una terra ricca di storia, cultura e sapori a due passi da Bergamo

Le Terre del Vescovado

Torre degli Zoppi e Rasetto

In origine, la Torre degli Zoppi era una struttura difensiva che apparteneva al complesso fortificato denominato “Rasetto”, di proprietà della nobile famiglia bergamasca degli Zoppi.
Il nome "Rasetto" deriva dalla parola “ricetto”, che indicava un luogo di accoglienza e rifugio. Il Rasetto infatti serviva proprio per accogliere la popolazione locale, in buona parte contadina, nei momenti di attacco dall’esterno.
Si può ipotizzare che all’origine il Rasetto fosse un luogo difeso da palizzate in legno e da un fossato. A partire dal XIII secolo iniziarono i lavori di costruzione del borgo e in quel processo il Rasetto fu rinforzato da mura in pietra e la torre andò a costituire un angolo difensivo all'interno di questa cinta muraria.
Nel corso dei secoli, il Rasetto e la Torre hanno cambiato la loro funzione e da strutture difensive si sono trasformate progressivamente in luoghi abitati dalla popolazione locale e così è stato fini agli anni Sessanta del Novecento.
Oggi il cortile del Rasetto è osservabile da via Rasetto, da cui si può anche osservare uno scorcio molto suggestivo del Castello Camozzi Vertova.
La torre è visibile solo in esterno e accessibile solo al piano terra, dove ha sede la birreria Einmass.
  Contatti
Indirzzo: Piazza della Liberta, Costa di Mezzate, BG, Italia

Altri luoghinello stesso Comune

Gli itinerariper Torre degli Zoppi e Rasetto

Trekking e passeggiate

Cammino del Vescovado versione estesa - da Scanzorosciate a Bagnatica

CAMMINO DEL VESCOVADO VERSIONE ESTESA SECONDA TAPPA DA SCANZOROSCIATE A BAGNATICA Lunghezza : km 18 Dislivello in salita : m 300 Tempo di percorrenza , escluse le soste: h 4.30 Punto di partenza : Scanzorosciate, Infopoint Terre del Vescovado c/o la biblioteca Punto di arrivo : Bagnatica Si ritorna sul proprio cammino per qualche centinaio di metri (Via Colleoni, Villa Galimberti sede del Salotto del Moscato di Scanzo ) poi a destra per Via Fanti che si abbandona per imboccare il sentiero sulla destra che tocca quasi subito una strada asfaltata da percorrere in salita per poche decine di metri, ma già con belle viste sul centro storico di Scanzo e in lontananza i Colli di Bergamo, e incontrando sulla sinistra una monumentale robinia. Si abbandona l’asfalto a favore di un sentiero sulla sinistra (segnalato come “delle Orchidee”) che, prima a tornanti e poi più dolce in forma di carrareccia erbosa, conduce alla Chiesetta degli Alpini , punto panoramico sul Monte Bastia, fra prati attrezzati per il picnic, provvisto di acqua potabile. Da qui si percorre una stradina in discesa fino a incontrare un segnavia del C.A.I. (509). Si prosegue sul crinale, che alterna salite e discese a tratti pianeggianti. A sinistra i monti della bassa Val Seriana, a destra bei querceti a roverella. Poco oltre un capanno di caccia troviamo un punto con diverse indicazioni escursionistiche e, dopo un tratto fra gli olivi con vista sulla pianura e i colli vitati, torniamo sull’asfalto, in discesa fra le ville fino alla rotonda di Tribulina . Attraversiamo la rotonda proseguendo dritti in salita con davanti a noi la facciata della chiesa di S. Giovanni . Si prosegue per poco sull’asfalto della strada provinciale per poi abbandonarla prendendo sulla destra via del Dosso, che conduce al cimitero di Tribulina e ci consente di evitare una pericolosa e lunga curva. Ritornati sulla provinciale, all’altezza del civico 46, si gira a destra e subito dopo a sinistra lungo un sentiero fra la strada e i vigneti. Si tocca nuovamente la provinciale per abbandonarla subito dopo in favore di una deviazione sulla destra (cartelli per le aziende agricole Il Cipresso e I Cerri ). La stradina, prima asfaltata, poi sterrata e infine ampio sentiero, tocca le tre aziende e confina con il vasto oliveto dell’azienda Il Castelletto . In questo tratto vigneti e oliveti si alternano dando vita a un paesaggio singolarmente suggestivo e ordinato, sempre in vista di Città Alta. Con un ultimo tratto in salita si riguadagna l’asfalto in un vasto panorama verso Est, dalla pianura ai Colli di Bergamo ai primi rilievi prealpini, “Le tre montagne di Bergamo” : Linzone, Canto Alto e Misma. Si prende a destra (Via Collina Alta) e, dopo 200 metri, a sinistra in località Magri, seguendo il segnavia C.A.I. n. 626 e il cartello per la tenuta Frizzoni . La strada sale, prima cementata e poi sterrata e raggiunge così la chiesetta di S. Cristoforo , con panchine e un portichetto coperto, in un contesto idilliaco. Il Cammino prosegue alternando tratti in discesa con altri in salita, in un bel bosco di rimarchevole biodiversità, affiancato da grandi querce. Si prosegue lungo il sentiero C.A.I. 626 direzione Albano S. Alessandro e eremo di S. Maria in Argon . Il sentiero si conclude infine con un ultimo strappo in salita che ci conduce sulla sommità del Monte San Giorgio ove sorge la chiesetta di San Giorgio , con uno dei panorami più vasti del Cammino (dalla pianura ai monti Resegone, Alben, Colli di San Fermo). Ora si scende in direzione Sud (di fronte il Monte Tomenone , che percorreremo fra non molto), seguendo l’ampio sentiero principale, fino a toccare una stradina cementata. La si percorre verso sinistra sempre in discesa, finché si fa asfaltata. Si prende la prima strada sulla destra (via S. Giorgio), poi a sinistra (via Magellano) poi ancora a destra (via Colombo), di nuovo a sinistra (via IV novembre, attraversando un ponticello). Proseguiamo fino a incontrare sulla sinistra una fontanella. A un incrocio proseguiamo dritti (via Locatelli, direzione Municipio) poi a sinistra (via Garibaldi) e infine a destra (via Roma). Raggiungiamo e attraversiamo al semaforo la Strada Statale, mentre sullo sfondo appare il Santuario della Beata Vergine delle Rose , importante luogo di devozione mariana in seguito a un’apparizione dell’inverno 1417. In poche decine di metri siamo alla stazione ferroviaria di Albano S. Alessandro . Si attraversa la linea ferroviaria raggiungendo il santuario, qui si prende a sinistra (cartello per il ristorante Cantalupa) camminando sull’asfalto di una stradina fra i campi di granturco. Si incontra sulla destra l’ agriturismo S. Alessandro e quindi si svolta a destra (altro cartello per la Cantalupa), si sottopassa la superstrada e si sale fino a raggiungere il ristorante. Nel punto più alto, prima che la strada cominci a scendere, si imbocca un sentiero sulla sinistra che ci consente una breve digressione nel selvaggio bosco del versante Nord del Monte Tomenone . Il sentiero sale e poi scende (ignorare le deviazioni di sinistra) fino a raggiungere una strada sterrata che si segue verso sinistra in lieve discesa. In breve la stradina passa sulle pendici meridionali del rilievo e costeggia un oliveto (via delle Querce). Raggiunto nuovamente l’asfalto si gira a sinistra (via Boschina). La strada svolta a destra e si fa cementata (via degli Aceri). Si tocca nuovamente l’asfalto e si prosegue a destra e poi a sinistra (via Belvedere) raggiungendo così Bagnatica . A uno stop ci dirigiamo a sinistra per via S.S. Redentore, che si abbandona in prossimità di una curva a destra per proseguire dritti per via Roma, dove incontriamo, sulla destra, al civico 10, il B&B Corte Seguini , possibile conclusione della tappa. VARIANTE COSTA DI MEZZATE In alternativa è possibile proseguire per un breve tratto su via Roma, poi a destra per via Camozzi, e quindi subito a sinistra per via Tomenone. Nel punto in cui l’asfalto cessa a favore della terra e della ghiaia si imbocca a destra una stradina asfaltata (via Gramsci) che in pochi metri conduce ad un piccolo parcheggio. Si prosegue dritti, si attraversa un incrocio (siamo sempre in via Gramsci), poi si va a destra attraversando la parte antica di Bagnatica con alcuni begli edifici in pietra. Alla fine si prende a sinistra via Alta, in salita, che esce dal centro abitato facendosi comodo sentiero fra prati e vigneti , e la vista si apre sulla pianura. Nel punto in cui il sentiero comincia a scendere incontriamo sulla sinistra un altro sentiero in ripida salita, che ignoriamo (ma, volendo concederci una breve digressione, potremmo percorrerlo fin sulla sommità del colle dove troveremmo i romantici resti di una antica torre di avvistamento, la cui prima edificazione risale all’epoca romana). Dopo una curva appare il Castello Camozzi Vertova di Costa di Mezzate . Il percorso si fa stradina asfaltata, ancora in discesa e sempre via Alta. Poi si raggiunge via Al Castello e la si prende verso destra, fra due filari di cipressi. Giunti al piano si gira a sinistra sulla ghiaia di via Conte Camozzi, passando accanto alla Cascina Fui , poi a sinistra e subito dopo ancora a sinistra, sul pavé di via Rasetto dove, al civico 6, troviamo la Casa Vanze Happy , nel cuore del centro storico, dove si può pernottare e concludere la tappa.